Avevo da poco iniziato a lavorare ..  il mio primo lavoro!

Soliti semafori, solita strada ma quel giorno vicino a quei semafori c’eri tu … color cioccolato al latte.

Ti avvicini quasi con timidezza, mi mostri dei fazzolettini io ti sorrido e li compro, tu sorridi ancora di più con gli occhi che brillano, vado via e ti continuo a guardare dallo specchietto, tu fermo li …

Ed ogni mattina è così.

Ti avvicini con quella dolcezza disarmante, sul vetro disegni due occhi, un naso e un sorriso poi mi guardi, sorridi e inizi a lavare i vetri, allungo la mano per darti i soldi ma tu dici che non devo dare i soldi tutti i giorni altrimenti diventi ricco ed io povera.

Una mattina pioveva, da lontano non ti vedo, penso “dove sarai con questo tempaccio” ma nemmeno il tempo di finire il mio pensiero eccoti che corri con una busta buffa sulla testa, apro il finestrino e mi dici “oggi piovere non posso lavare vetro” e mi lasci un biglietto con il disegno del sorriso, semaforo verde la gente impaziente inizia a bussare io vado e ti grido pioveeee pioveeee non piovereeee e tu ridi ..  ridi come un matto.

Trascorrono giorni, mesi e ogni mattina il tuo “ciao amica buona giornata” mi accompagna.

Una mattina ero io la timida, ti avevo portato dei maglioni, una coperta e una confezione di cioccolata.

Ti guardo ma non ho il coraggio di darti nulla.

Mi porto quel “bagaglio” per giorni finchè una mattina mi faccio coraggio e ti dico che ho dei regali, avevo paura di offenderti, avevo timore che dalla tua amica ti vergognassi di ricevere qualsiasi cosa.

 Semaforo verde di nuovo quelle macchine dietro vogliono passare, parcheggio scendo dalla macchina e tu sembri quasi spaventato per essermi così vicino. Lascio li i miei regali, salgo in macchina, mi segui, apro il finestrino e tu piangi. Non sapevo che fare, ti dico solo …  ma oggi non “piovere” e tu non “piangere” … sorridi e vado via!

Passano altri mesi, fra sorrisi e regali ..

Un lunedì mattina solita strada, solito semaforo ma tu non ci sei. Rallento, mi fermo. Guardo intorno ..

Manchi!

Penso … forse sarà influenzato ..

Passano settimane ma tu non ci sei più.

E continuo a pensare il mio amico color cioccolata al latte … passano mesi.

Una domenica parcheggio la macchina per andare al cimitero, all’uscita prendo la borsa, cerco i soldi, testa bassa e sento la tua voce “amica mia, amica mia” gli occhi lucidi. Scendo dalla macchina, ti abbraccio forte. E tu orgoglioso di mostrarti con quel vestito tutto nero.

Riesco solo a dire “come stai” e tu “perdonami, ho trovato questo lavoro e non potevo più venire la mattina al semaforo”.

Volevo sapere ma le solite macchine impazienti erano sempre li a darci fretta.

Era finito il momento di incontrarti ai semafori. Ora ti vedevo al parcheggio la domenica mattina.

Passano altri mesi. Mi dici che sei felice perché sei riuscito a far arrivare in Italia anche tuo fratello e che ora lavora li con te. Me lo presenti.

Una domenica non ti trovo più. Chiedo a tuo fratello ma risponde solo che ti hanno cambiato lavoro.

Vado via felice anche se non so quale sia stato il tuo avanzamento di “carriera”

Ho perso il conto di quanti anni siano trascorsi.

La mamma di una mia amica aveva smesso di soffrire, un brutto male l’aveva consumata.

Era il giorno del suo funerale, ero li con il viso bagnato di lacrime.

Sento una mano che mi accarezza la spalla … sei tu.

Il tuo lavoro è questo .. accompagni le anime nel loro ultimo viaggio.

Non ci diciamo nulla, stringo solo forte la tua mano mentre ti fai spazio fra la gente.

Tu sei li, cammini davanti ad una macchina con il tuo vestito tutto nero e la cravatta.

Purtroppo di funerali ce ne sono stati altri.

Tu sei sempre stato li, i nostri sguardi si sono incontrati offuscati dalle lacrime e dei nostri sorrisi non è rimasto che il ricordo.

Ci siamo incontrati l’ultima volta ad aprile, il dolore era forte, questa volta il tuo compito era ancora più grande … accompagnavi la mia nonnina.

Mi hai appoggiato la tua solita mano sulla spalla, l’hai stretta forte mentre ti sussurravo di fare una cosa per me. Non c’è stato bisogno do parole .. l’hai fatto!

Ora non cammini più davanti a quella macchina.

Forse la tua “carriera” va avanti .. ora quella macchina la guidi.

Cammino per strada, c’è traffico.

Io resto in coda.

Non è più un semaforo a farmi fermare.

Avanzo lentamente.

Davanti riesco a notare una fila di gente che cammina.

Sono attimi che mi fanno ricordare il tuo sorriso, da dove sei partito … dove sei arrivato.

La strada diventa più larga, passiamo lentamente, ti sorpasso, il segno della croce per chi stai accompagnando e un sorriso leggermente pronunciato solo per noi.

Sono trascorsi 24 anni … 24 anni che accompagni la mia vita!

La vita è come un semaforo, ci fa fermare per un istante ma poi arriva il verde per farci andare avanti.

 

 

 

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