Il 29 ottobre del 1969, un’agenzia americana denominata ARPA – advanced research project network, effettua il primo esperimento di trasamissione dati senza controllo centrale.

Nasce Arpanet, progenitrice di internet che conosciamo oggi.

Grazie a quella rete furono messe in comunicazione 37 università americane e si iniziò ad intuire l’immenso potenziale di sviluppo che questa tecnologia poteva offrire.

Un progetto militare inizia a trasformarsi in uno più grandi progetti civili.

Il cuore di questa rivoluzione si chiama TCP-IP .

Poi nel 1971 arriva la prima e-mail grazie a Ray Tomlinson seguito dal concetto di link nel 1981 ad opera di Ted Nelson.

La svolta definitiva si avrà nel 1989 ad opera di Tim Berners-Lee che al Cern di Ginevra crea il WWW World Wide Web.

Grazie a questi uomini il mondo non sarà più come prima.

Chiunque si trovi a parlare con un millenial si rende conto di quanto sia inimmaginabile un mondo senza internet ed una vita non connessa.

Nel corso degli anni anche i governi si sono resi conto dell’immensa potenzialità di questa scoperta.

Quella che doveva essere una rete libera per tutti è divenuto uno strumento controllato e utilizzato per influenzare enormi masse di persone.

Negli ultimi anni, grazie anche alla diffusione dei social, le tecniche di manipolazione attraverso la rete si sono affinate ed evolute arrivando, secondo alcuni, ad influenzare elezioni in paesi democratici o diffondendo le cosiddette fake news e rendendole in poco tempo virali e credibili.

La storia ci insegna che ogni passo avanti fatto dall’uomo comporta vantaggi e svantaggi, e solo con la conoscenza e la cultura si riesce a discernere ciò che è vero da ciò che potrebbe sembrare vero.

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