Negli ultimi giorni si è tanto parlato di facebook e di come protegge la nostra privacy

Tutte ragioni sicuramente vere e da tenere in considerazione quando si sceglie di iscriversi a qualunque social e soprattutto quando si sceglie di condividere attimi della propria vita.

Di sicuro è una scelta che alcuni compiono consapevolmente, ma che la gran parte delle persone, invece, compiono inconsapevoli delle dinamiche che si nascondono dietro.

Nessuno offre nulla gratuitamente, e solo immaginare che ciò che si condivide occupa spazio fisico ci dovrebbe far capire agli enormi costi che queste aziende sostengono e che, necessariamente, essendo anche quotate in borsa, devono recuperare portando anche profitti ai loro azionisti.

Detto ciò, è facile intuire che la merce che trattano siamo noi, le nostre vite, i nostri pensieri.

Questo potrebbe sembrare il motivo del clamore dato allo scandalo Cambridge Analytica e al furto di dati di milioni di iscritti e del conseguente trend ribassista in borsa con miliardi di dollari bruciati in pochi giorni.

Se però facciamo un passo indietro di qualche mese, forse riusciamo a capire il vero motivo di quello che è successo.

Da sempre esistono società che studiano abitudini e cercano di orientare le scelte commerciali o politiche delle persone quindi non dovrebbe creare tanto scalpore quello che è successo.

Pochi mesi fa, però, il finanziere Soros parlò dei pericoli di facebook e dei social.

Soros, per chi non lo sapesse è un finanziere che da sempre cerca di manipolare governi e borsa.

Dopo le parole di Soros, lentamente sono iniziati gli attacchi a Facebook e a Cambridge Analytica di cui fa parte Bannon, ex consigliere di Trump.

Gli attacchi continuano, facebook perde valore.

Tutto ciò dovrebbe farci riflettere e dovrebbe farci capire che le cose a volte non sono come ce le raccontano i media.

Stiamo assistendo ad una classica guerra tra bande, in cui una parte che domina la finanza sta dando un’avvertimento ai big della tecnologia come facebook, google e microsoft.

Probabilmente gli hacker russi sono quello che vogliono farci credere ma la realtà ù, anche nel caso delle mail della Clinton, è che due fazioni si stanno facendo la guerra all’interno degli Stati Uniti.

Il segnale è chiaro : attenzione a chi scegliete di appoggiare in quanto neppure voi, con bilanci di miliardi di euro siete al sicuro contro certi poteri.

Zucherberg, probabilmente dopo le parole di Soros di qualche mese fa, aveva già intuito il probabile attacco ed aveva venduto 500 milioni in azioni immaginando già il calo che ci sarebbe stato.

 

 

 

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