Tutti davanti a chi ci dice di essere “malato” ci fermiamo fino a quasi perdere il fiato. Eppure accanto a noi ci sono tanti malati che nemmeno prendiamo in considerazione.
Sono i depressi. Sono anime che pur cercando aiuto a modo loro, non vengono ascoltate.
Può succedere a chiunque… É facile dire “è un debole sa solo piangersi addosso” “ma che gli manca nella vita? Non fa altro che disperarsi” e intanto mentre stiamo lì a guardare e giudicare il depresso cade fino a toccare il fondo.
La depressione può arrivare in qualsiasi momento… La perdita di una persona cara, la perdita del lavoro, la mancanza di un figlio, l’assenza di chi si ama… Nessuno è immune… Nessuno dovrebbe giudicare… Tutti dovrebbero aiutare.
I depressi li imbottiscono di farmaci perché è l’unico modo per dormire la notte.
I depressi piangono un giorno, due giorni, mesi, anni…. E più sono depressi più si ritrovano da soli.
Certo… Perché per tutti noi il depresso sta male perché non vuol reagire.
Diciamolo chiaramente… A chi fa piacere parlare con un depresso? Ripete sempre le stesse cose. E se non stai attento è capace di tirarti in quel vortice di ansia e allora è meglio scappare.
Ma quando qualcuno ti dice che è malato tu scappi?
No.. Perché ti dispiace, perché provi ad alleviare le sue pene.
Ma se tutti riconoscessimo la depressione come una malattia… Allora di che tanti “malati” potrebbero guarire.
Corriamo dietro alle ricerche di farmaci che ci possano curare ma nel nostro piccolo non ci sappiamo fermare nemmeno la dove una persona si può aiutare investendo il nostro tempo, la nostra pazienza, la nostra comprensione.
