Negli ultimi mesi si fa sempre più pressante il problema costituito dall’aumento dell’inflazione.

  1. Ma che cos’è l’nflazione?

    Molto semplicemente, l’inflazione rappresenta un aumento continuativo dei prezzi e che determina una costante riduzione del potere di acquisto.

Stabilito ciò, cerchiamo di capire cosa ha prodotto questo aumento dell’inflazione fino al punto da essere al centro del dibattito economico in Europa e negli Stati Uniti.

La pandemia ha contribuito pesantemente su ciò che osserviamo oggi.

L’erogazione di ingenti somme da parte delle banche centrali, Federal Reserve e Banca Centrale Europea, per contrastare gli effetti della pandemia, è stata la causa principale che ha innescato la fiammata inflazionistica.

A questo si è aggiunta un grande rimbalzo dell’economia globale dopo il notevole rallentamento dovuto ai lockdown e ai timori delle popolazioni che hanno frenato, ed in alcuni casi, arrestato completamente la circolazione di merci e le produzioni in gran parte del mondo.

A testimonianza di ciò, tutti abbiamo ben chiaro l’effetto, ad esempio, sul prezzo del petrolio, del gas o di alcune materie prime oltre che a quello che viene definito lo shortage dei semiconduttori, ossia la carenza globale di microprocessori che costringe, molte aziende, a fermare o rallentare la produzione.

E’ utile ricordare, per quanto rigarda il petrolio ad esempio, che i pozzi vanno tenuti in pressione e , per lavorare con efficienza, devono mantenere una costante estrazione. Riprendere i flussi prepandemia, in molti casi, richiede tempo e costi elevati.

Per tutte queste ragioni, l’nflazione cresce notevolemnte in Europa e negli Stati Uniti.

Perchè la Fed e la Bce hanno esitato finora?

Prestiamo attenzione all’immagine in basso che descrive il livello dei prezzi (NON l’inflazione).

Bisogna premettere che la Fed adotto il nuovo regime di “average inflation targeting” (AIT) che è praticamente un target del *livello* dei prezzi.

ATI target prezzi

La linea nera è il trend di crescita del 2%.

Con IT tradizionale sarebbe sufficiente che la linea blu tornasse parallela al trend (stessa velocità, quindi stesso tasso di inflazione).

Ma con il nuovo AIT la Fed deve compensare periodi di bassa inflazione precedente. Quindi la linea blu del livello dei prezzi deve tornare a toccare il trend del 2%. E per farlo la pendenza deve impennarsi, cioè l’inflazione deve aumentare sopra il 2%.

Sostanzialmente la Fed non ha agito finora perchè è rimasta coerente con il nuovo regime di AIT.

Ma oramai siamo agli sgoccioli, e la partita si fa rishiosa. Perchè il livello dei prezzi rischia di salire e di “bucare” il trend dal basso, invece di semplicemente toccarlo.

La Bce, invece, non utilizza AIT come la Fed. Ma in ogni caso il livello dei prezzi nella zona Euro è ben al di sotto del trend del 2%. La Bce si permette di essere paziente perchè l’Europa sconta anni di stagnazione e bassa inflazione troppo bassa.

Sia Bce che Fed sembrano tollerare un pò di inflazione. Che può ridurre il valore reale del debito. E finora questo è formalmente coerente con le loro funzioni di reazione.

Ma la chiave di tutto saranno le aspettative di inflazione.

Le aspettative di inflazione futura sono il motore più potente dell’inflazione corrente. Perso il controllo delle aspettative, il dilemma della politica monetaria diventa molto difficile da gestire.

Fed e Bce sembrano trattare le aspettative come “esogene”, cioè indipendenti dal loro comportamento. In realtà le aspettative dipendono dal comportamento atteso futuro della politica monetaria.

E’ tempo per Bce e Fed di indicare un sentiero di politica monetaria futura più restrittivo di quanto atteso finora. E farlo usando tutti i nuovi arnesi a disposizione.

Ricordiamo che l’inflazione, nel lungo periodo, si trasforma in una sorta di tassa che ogni cittadino paga .

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