Da circa due mesi Instagram sperimentava in Canada quella che da molti viene definita una vera rivoluzione.

Nascondere il numero di like su ogni singola foto che viene postata.

Ma cosa si nasconde dietro questa che viene definita una svolta strategica del social network? E , a breve, Facebook seguirà l’esperimento intrapreso da Instagram ?

Partiamo con ordine, ricordando innanzitutto che Instagram fa parte di Facebook e che , avendo meno utenti rispetto a Facebook, è stata preferita da Zuckerberg per testare questa novità riducendo al minimo il rischio di perdita utenti.

La motivazione ufficiale è stata la seguente:

Diversi studi indipendenti, seguiti da studi interni hanno evidenziato che, soprattutto tra i giovani, l’ansia da like stava aumentando in maniera esponenziale provocando stati di malessere che potevano sfociare in vera e propria depressione.

Per chi conosce bene le dinamiche di Facebook e segue per lavoro le varie piattaforme messe a disposizione di utenti, aziende e agenzie, sicuramente non è sfuggita la nuova piattaforma Business Manager, una vera e propria gestione delle inserzioni sulle piattaforme di Zuckerberg.

La verità di questa rivoluzione, a nostro avviso, si può riassumere nel seguente modo:

dopo anni in cui si è consentito una crescita esponenziale dei followers ad influencer e ad aziende che , in molti casi acquistavano follower e like, con i nuovi algoritmi si sta riducendo al minimo la validità di questi bot o profili falsi.

Facebook ed Instagram e a breve anche Whatsapp, vogliono che, influencer, aziende e agenzie pubblicitarie convoglino i loro budget destinati ai social direttamente a Zucheberg, in forma di sponsorizzazioni o diritti di agenzia.

Sarà poi Facebook ad occuparsi di aumentare i followers o la visibilità avendo tutti gli strumenti di profilazione .

Da non escludere, infine, la possibilità che, prima Instagram e poi Facebook vogliano entrare a pieno titolo nell’ecommerce.

A proposito di questo argomento, da circa due mesi Google ha iniziato la sperimentazione negli Stati Uniti, della propria piattaforma di vendita online.

Fino ad ora si comportava come un comparatore di prezzi rimandando sui rispettivi siti nel caso di acquisto.

Ora, invece, l’acquisto può essere effettuato direttamente dalla pagina di ricerca Google.

Sicuramente a breve la funzionalità si espanderà nel resto del mondo.

Ormai i colossi HiTech sanno che il settore dell’ecommerce, dominato da Amazon, è la prossima sfida e Facebook con le sue piattaforme sicuramente non vuole restare fuori considerando che, come Amazon e Google, conosce perfettamente cosa i suoi iscritti desiderano, guardano e gli argomenti di cui parlano.

La guerra delle vendite online è appena iniziata.

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