Uno dei trend topic degli ultimi due giorni è stato MatteovsMatteo, ovvero il duello tv tra Matteo Renzi e Matteo Salvini.

Il primo, Matteo Renzi, fondatore da pochi giorni di Italia Viva, un nuovo soggetto politico nato dalla scissione del PD.

Il secondo, sfondatore, se così si può dire, del governo giallo-verde ad agosto.

Oltre un’ora di parole, battute, ironia.

Matteo Salvini, come al solito, argomenta ogni cosa con slogan ormai ripetuti migliaia di volte, informazioni quasi mai puntuali e precise.

Matteo Salvini, che è in politica da oltre 25 anni, e dopo aver cambiato idea almeno una volta all’anno, vuole accreditarsi come colui che ha la ricetta per migliorare il paese.

Il suo slogan principale è che ,avendo raggiunto il 34% di preferenze nei vari sondaggi, la sua ricetta e i suoi metodi sono quelli giusti.

Matteo Renzi, invece, anch’egli da tempo immemore in politica, è sicuramente più bravo ad argomentare, a fornire dati almeno più puntuali e in molti casi denota una maggiore dimestichezza con la logica.

Il problema, però, è che questo paese non riesce a far emergere una classe politica degna di un paese democratico e ricco di cultura come l’Italia.

Purtroppo, ancora una volta, emergono i limiti dei nostri politici o di gran parte di loro.

Si passa da soggetti di dubbia cultura a soggetti impresentabili.

Una delle cause è sicuramente l’abbassamento culturale dell’intero paese.

Le cause sono da ricercare in tanti ambiti.

Si va dalla scuola, che è calata di livello negli ultimi 20 anni e non sempre a causa degli insegnanti, all’avvento dei social e Tv hanno dettato e fatto emergere stili di vita promuovendoli come quelli che danno il successo, fama e soldi.

Si è perso il valore dello studio, dell’abnegazione, del sentirsi popolo, società, comunità.

Ognuno pensa per se o per il suo piccolo gruppo di referenti senza occuparsi minimamente della nazione intera.

Siamo guidata da anni da una classe dirigente che non è capace di fare un piano programmatico che vada, nella migliore delle ipotesi, al di là di un anno.

chi viaggia spesso, ha imparato che , in paesi anche vicino a noi, si riscontra un senso civico che gli italiani, in molti casi , hanno completamente perduto e dimenticato.

Nessuno pensa alla bellezza delle nostre città, alla pulizia delle nostre città.

Nessuno pensa a come non inquinare, ad un ciclo virtuoso dei rifiuti.

Si rimanda di anno in anno, di governo in governo, di legislatura in legislatura.

Si va avanti con slogan, che riflettendoci, sono la cosa più semplice da promuovere.

I fatti quali sono? In che direzione andrà il paese nei prossimi 10 anni? Come si pensa di far crescere l’occupazione?

Molti dei nostri politici a cui andrebbero fatte queste domande, sicuramente risponderebbero con delle soluzioni e progetti.

Peccato che sono gli stessi che hanno già governato e le soluzioni non le hanno trovate o messe in atto.

Il paese ha bisogno di statisti e non politici o politicanti.

In passato ne abbiamo avuto, in un Italia distrutta dalla guerra e impoverita al limite del collasso si immaginò il piano case.

Un progetto talmente innovativo che coinvolse i migliori architetti e ingegneri dell’epoca.

Un progetto che diede casa e lavoro a centinai di migliaia di persone.

Immaginare un piano simile per i prossimi 10 anni, magari nel settore delle energie rinnovabili, dell’adeguamento energetico delle case e nel settore strategico delle biotecnologie e internet.

La realtà è, invece, che assisteremo ancora a duelli tv ricchi di slogan ma che non cambieranno nulla nella vita degli italiani.

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