Cosa è un terremoto, da cosa è causato e quali zone sono più a rischio in Italia?

Un terremoto è una vibrazione del terreno che viene prodotta dalla rottura di grosse masse di roccia che si trovano nel sottosuolo. Questa rottura è generata dalle forze di natura tettonica che agiscono costantemente all’interno della crosta terrestre provocando una lenta deformazione fino al raggiungimento del carico di rottura con conseguente liberazione di energia elastica in una zona interna della Terra detta ipocentro. A partire dalla frattura creatasi, una serie di onde elastiche, dette onde sismiche, si propagano in tutte le direzioni dall’ipocentro, dando vita al fenomeno osservato in superficie con il luogo della superficie terrestre posto sulla verticale dell’ipocentro, detto epicentro, che è generalmente quello più interessato dal fenomeno.

La maggior parte dei terremoti che avvengono sulla superficie terrestre sono concentrati in prossimità dei confini tra due placche tettoniche, dove il contatto è costituito da faglie: queste sono infatti le aree tettonicamente attive, ossia dove le placche si muovono più o meno “sfregando” o “cozzando” le une rispetto alle altre, generando così i terremoti d’interplacca. Più raramente i terremoti avvengono lontano dalle zone di confine tra placche, per riassestamenti tettonici. Terremoti localizzati e di minor intensità sono registrabili in aree vulcaniche per effetto del movimento di masse magmatiche in profondità.

L’Italia è un paese particolarmente esposto al rischio sismico a causa della sua posizione geografica e della sua complessa struttura geologica. Il territorio italiano è infatti interessato da diverse faglie e da diversi sistemi di placche tettoniche che si muovono in direzioni diverse e con velocità diverse. In particolare, l’Italia si trova al centro del bacino del Mediterraneo, dove la placca africana si scontra con la placca euroasiatica e dove la placca adriatica si inserisce tra le due. Questo determina una forte compressione e deformazione delle rocce crostali che possono generare forti terremoti.

Sulla base dei dati storici e delle conoscenze geologiche, l’Italia è stata suddivisa in 4 zone a seconda del rischio sismico:

  • Zona 1 – quella più pericolosa in cui possono verificarsi fortissimi terremoti e comprende 716 Comuni. Si estende per lo più in centro Italia: Umbria, Abruzzo, Campobasso, Basilicata, Calabria, parte della Sicilia e parte del Friuli Venezia Giulia
  • Zona 2 – qui possono verificarsi forti terremoti e comprende 2.324 Comuni. Si estende su gran parte del centro-nord Italia: Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Lazio, Molise, Campania e parte della Lombardia
  • Zona 3 – qui possono verificarsi terremoti moderati e comprende 5.948 Comuni. Si estende su gran parte del nord Italia: Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Veneto e parte della Lombardia
  • Zona 4 – qui possono verificarsi terremoti deboli o molto deboli e comprende 1.508 Comuni. Si estende su alcune aree del nord-est Italia: Trentino-Alto Adige e parte del Veneto

Le zone a rischio sismico sono soggette a una normativa specifiche.

La sicurezza delle costruzioni nelle zone sismiche è una questione di vitale importanza per la protezione delle persone e dei beni. L’Italia è un paese esposto al rischio sismico, come dimostrano i numerosi e devastanti terremoti che hanno colpito il suo territorio nel corso della storia. Per questo motivo, la normativa italiana prevede una serie di criteri e di prescrizioni per la progettazione, la realizzazione e il controllo delle opere edilizie nelle aree soggette a pericolosità sismica.

La classificazione sismica del territorio italiano è la suddivisione del paese in quattro zone, a pericolosità decrescente, in base alla probabilità che si verifichi un evento sismico di una certa intensità o magnitudo in un determinato intervallo di tempo (generalmente 50 anni). La classificazione sismica è stata definita con l’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274 del 20 marzo 2003, sulla base degli studi e delle elaborazioni più recenti relative alla pericolosità sismica del territorio . Le quattro zone sono le seguenti:

  • Zona 1: è la zona più pericolosa, dove la probabilità che si verifichi un forte terremoto è alta. A questa zona viene attribuito un valore dell’azione sismica utile per la progettazione di 0.35 g, dove g è l’accelerazione di gravità.
  • Zona 2: in questa zona forti terremoti sono possibili, ma meno probabili rispetto alla zona 1. Il valore dell’azione sismica utile per la progettazione è di 0.25 g.
  • Zona 3: in questa zona i forti terremoti sono meno probabili rispetto alla zona 1 e 2. Il valore dell’azione sismica utile per la progettazione è di 0.15 g.
  • Zona 4: è la zona meno pericolosa, dove la probabilità che si verifichi un terremoto è molto bassa. Il valore dell’azione sismica utile per la progettazione è di 0.05 g.

La classificazione sismica del territorio italiano ha lo scopo di fornire un riferimento per l’applicazione delle norme tecniche per le costruzioni nelle zone sismiche, che sono contenute nel Decreto Ministeriale del 17 gennaio 2018 (NTC 2018). Queste norme stabiliscono i requisiti minimi di sicurezza e di prestazione delle strutture edilizie in caso di azione sismica, tenendo conto delle caratteristiche del sito, del tipo di costruzione, della destinazione d’uso e della vita utile prevista. Le norme tecniche prevedono anche le modalità di verifica e di collaudo delle opere edilizie, nonché le procedure per l’adeguamento sismico degli edifici esistenti.

Le norme tecniche per le costruzioni nelle zone sismiche sono basate sul principio della riduzione del rischio sismico, ossia sulla capacità delle strutture di resistere senza gravi danni ai terremoti meno forti e senza crollare ai terremoti più forti, salvaguardando prima di tutto le vite umane. Per raggiungere questo obiettivo, le norme tecniche si avvalgono di metodologie di calcolo basate su un approccio statistico puntiforme, che tiene conto della variabilità spaziale e temporale dell’azione sismica e della risposta strutturale. Inoltre, le norme tecniche incoraggiano l’uso di tecnologie innovative e di materiali ad alte prestazioni per la progettazione e la realizzazione delle opere edilizie nelle zone sismiche.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *