Ogni persona vuole sentirsi viva.
E per provare questa vitalità, paradossalmente, ci si dimentica della morte.
Allora accade che perdiamo quella consapevolezza che qualsiasi cosa vogliamo ottenere, ammesso che ci riusciamo, dovremo abbandonarla.
Ogni cosa.
Accade anche il contrario, quando la consapevolezza della finitezza della nostra vita, ci fa vedere la vita come priva di senso.
Dobbiamo trovare allora la via di mezzo tra queste due posizioni.
Abbracciare la vita ma senza volerla trattenere.
Guardarla sapendo che è come un film ma partecipandovi.Attraversa la vita con coinvoglimento ma senza ira.
Trattati e tratta con gentilezza, come quando hai un ospite caro che ti viene a trovare.
Si muore in pace facendo ciò che integra la tua missione personale, se hai nutrito la vita nel modo che ti appartiene.
In generale si tratta del nostro rapporto con la vita, di trovare il senso della vita nel piacere di vivere.
Ma questo piacere di vivere necessita di un’educazione al desiderio, così come è necessario un’educazione al gusto del vita.
Una certa sobrietà: affinare il gusto, affinare i modi, nella convinzione e consapevolezza che alla fine quello che conta è come si trattano le persone mentre ci stiamo muovendo dentro la vita per rincorrere i nostri desideri e aspirazioni.
