Il prezzo del petrolio è uno degli indicatori più importanti e seguiti dell’economia mondiale. Ma come si determina il prezzo del petrolio sui mercati internazionali? Quali sono i fattori che lo influenzano? E quali sono le conseguenze per i consumatori e i produttori?
In questo articolo cercheremo di rispondere a queste domande, partendo dalla definizione di petrolio e delle sue caratteristiche.
Cos’è il petrolio?
Il petrolio è una miscela di idrocarburi, ovvero composti organici formati da atomi di carbonio e idrogeno. Il petrolio si origina dalla trasformazione di resti di organismi marini sepolti nel sottosuolo milioni di anni fa, sotto l’azione di pressione e temperatura.
Il petrolio non è un prodotto omogeneo, ma varia in base alla sua origine geografica, alla sua composizione chimica e alle sue proprietà fisiche. Tra le principali caratteristiche che differenziano i tipi di petrolio ci sono:
- La densità : misurata in gradi API (American Petroleum Institute), indica il peso specifico del petrolio rispetto all’acqua. Più alto è il grado API, più leggero è il petrolio e più facile da raffinare.
- Il contenuto di zolfo: indica la percentuale di zolfo presente nel petrolio. Più alto è il contenuto di zolfo, più pesante e sporco è il petrolio e più costoso da raffinare.
- La qualità : indica la facilità con cui il petrolio può essere trasformato in prodotti derivati, come benzina, gasolio, kerosene, ecc. Più alta è la qualità , più alto è il valore del petrolio.
In base a queste caratteristiche, i tipi di petrolio più diffusi sui mercati internazionali sono:
- Il Brent: proveniente dal Mare del Nord, ha una densità di circa 38 gradi API e un contenuto di zolfo dello 0,37%. È considerato il petrolio di riferimento per l’Europa e per gran parte del mondo.
- Il WTI (West Texas Intermediate): proveniente dagli Stati Uniti, ha una densità di circa 40 gradi API e un contenuto di zolfo dello 0,24%. È considerato il petrolio di riferimento per il Nord America.
- Il Dubai Fateh: proveniente dal Medio Oriente, ha una densità di circa 31 gradi API e un contenuto di zolfo dell’1,94%. È considerato il petrolio di riferimento per l’Asia.
Come si determina il prezzo del petrolio?
Il prezzo del petrolio si determina sulle due principali piazze finanziarie globali, ovvero Europa e Stati Uniti :
- Nel primo caso si parla di Brent Crude Oil, con quotazioni riferite alle estrazioni che avvengono nel Mare del Nord .
- Per quanto concerne la seconda piazza, il riferimento di prezzo è invece il WTI Light Sweet Crude Oil .
Il prezzo del petrolio sui mercati finanziari si stabilisce come per tutti gli altri prodotti: cioè incrociando domanda e offerta. La domanda dipende dal consumo dei paesi importatori, mentre l’offerta dipende dalla produzione dei paesi esportatori.
Tra i principali paesi importatori di petrolio ci sono Cina, Stati Uniti, India, Giappone e Unione Europea. Tra i principali paesi esportatori ci sono Arabia Saudita, Russia, Iraq, Canada e Iran.
Il petrolio viene scambiato sul mercato attraverso diversi strumenti di investimento. Uno dei sistemi più diffusi è quello dei futures, un contratto con il quale le parti si obbligano a scambiarsi ad una data scadenza un certo quantitativo di petrolio, ad un prezzo stabilito.
I due mercati principali per lo scambio di futures sul petrolio sono il NYMEX di New York e l’IntercontinentalExchange di Atlanta, entrambi di proprietà statunitense. Su questi mercati vengono negoziati i due tipi di petrolio più diffusi: il Brent e il WTI.
Il Brent è il petrolio di riferimento per il mercato europeo e asiatico. Viene estratto principalmente dal Mare del Nord e ha una qualità elevata, con un basso contenuto di zolfo. Il suo prezzo dipende dalla domanda e dall’offerta globale, nonché dalle tensioni geopolitiche nelle regioni produttrici.
Il WTI (West Texas Intermediate) è il petrolio di riferimento per il mercato americano. Viene estratto principalmente negli Stati Uniti e ha una qualità ancora superiore al Brent, con un contenuto di zolfo ancora più basso. Il suo prezzo dipende dalla domanda e dall’offerta interna degli USA, nonché dalle condizioni delle infrastrutture di trasporto e stoccaggio.
Oltre ai futures, il petrolio può essere scambiato anche tramite altri strumenti finanziari, come le opzioni, gli ETF (Exchange Traded Funds), i CFD (Contract for Difference) e i certificati. Questi strumenti permettono di investire sul petrolio senza dover possedere fisicamente il barile, ma seguendo le sue variazioni di prezzo.
I fattori che influenzano il prezzo del petrolio
Il prezzo del petrolio è determinato da una serie di fattori che influenzano la domanda e l’offerta di questa materia prima. Tra questi fattori possiamo citare:
- La crescita economica globale: quando l’economia mondiale è in espansione, la domanda di energia e di prodotti derivati dal petrolio aumenta, facendo salire il prezzo. Al contrario, quando l’economia mondiale è in recessione, la domanda diminuisce, facendo scendere il prezzo.
- Le decisioni dell’OPEC: l’OPEC (Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio) è un cartello che riunisce i principali paesi produttori di petrolio, come l’Arabia Saudita, l’Iran, l’Iraq e la Russia. L’OPEC ha il potere di influenzare il prezzo del petrolio stabilendo dei limiti alla produzione dei suoi membri, al fine di mantenere un equilibrio tra domanda e offerta.
- Le innovazioni tecnologiche: le nuove tecnologie possono avere un impatto sul prezzo del petrolio sia aumentando l’efficienza dell’estrazione e del trasporto, sia riducendo i costi di produzione, sia favorendo lo sviluppo di fonti alternative di energia, come le rinnovabili o il nucleare.
- Le tensioni geopolitiche: i conflitti politici e militari nelle regioni produttrici o nei paesi consumatori possono avere effetti sul prezzo del petrolio, causando interruzioni nella fornitura.
La sua domanda è in costante crescita, soprattutto nei paesi emergenti che stanno sviluppando la loro industrializzazione. Tuttavia, il petrolio non è una risorsa illimitata e la sua estrazione comporta dei costi economici e ambientali che variano da un paese all’altro.
L’estrazione del petrolio consiste nell’insieme delle tecniche e dei processi attraverso cui il petrolio viene prelevato dal sottosuolo, dove si è accumulato nel corso del tempo geologico in corrispondenza delle trappole petrolifere individuate durante la fase di esplorazione geofisica. Per perforare il sottosuolo e raggiungere la roccia serbatoio che contiene il petrolio, si utilizzano appositi impianti di perforazione che possono essere terrestri o marini.
I costi di estrazione del petrolio dipendono da diversi fattori, tra cui la profondità del giacimento, la qualità del greggio, le condizioni geologiche e climatiche, le infrastrutture disponibili, le normative ambientali e fiscali, i rischi politici e i conflitti armati. In generale, i costi di estrazione sono più bassi nei paesi produttori del Medio Oriente, dove il petrolio è abbondante e facile da estrarre, e più alti nei paesi con giacimenti più scarsi o difficili da raggiungere.
Secondo uno studio della Rystad Energy, una società di consulenza norvegese specializzata nel settore energetico, i costi medi di estrazione del petrolio nel 2019 erano i seguenti:
- Iran: 1,94 dollari al barile
- Iraq: 2,16 dollari al barile
- Arabia Saudita: 3 dollari al barile
- Russia: 3 dollari al barile
- Kuwait: 3,5 dollari al barile
- Algeria: 3,8 dollari al barile
- Nigeria: 4 dollari al barile
- Emirati Arabi Uniti: 4 dollari al barile
- Libia: 4 dollari al barile
- Kazakhstan: 4 dollari al barile
- Qatar: 4 dollari al barile
- Oman: 5 dollari al barile
- Angola: 5 dollari al barile
- Egitto: 5 dollari al barile
- Brasile: 6 dollari al barile
- Messico: 6 dollari al barile
- Stati Uniti: 6 dollari al barile
- Cina: 7 dollari al barile
- Venezuela: 8 dollari al barile
- Canada: 11 dollari al barile
- Regno Unito: 17 dollari al barile
Come si può notare, i costi di estrazione del petrolio sono molto diversi tra i vari paesi e influenzano la loro competitività sul mercato internazionale. I paesi con i costi più bassi possono vendere il loro petrolio a prezzi più vantaggiosi e ottenere maggiori profitti. I paesi con i costi più alti devono invece affrontare maggiori difficoltà economiche e sociali quando il prezzo del petrolio scende sotto una certa soglia.
Inoltre, i costi di estrazione del petrolio non sono fissi nel tempo, ma possono variare in base alle innovazioni tecnologiche, alle scoperte di nuovi giacimenti, alle fluttuazioni della domanda e dell’offerta e alle dinamiche geopolitiche. Per questo motivo, è importante monitorare costantemente l’evoluzione.
Quali sono le 10 maggiori compagnie petrolifere mondiali?
Le 10 maggiori compagnie petrolifere mondiali per fatturato nel 2020, secondo i dati di Statista.
- Sinopec: 407 miliardi di dollari
Sinopec è la compagnia petrolifera più grande del mondo per fatturato, nonché la seconda società più grande quotata nelle borse statunitensi, dietro solo a Walmart. Sinopec è una società di proprietà statale cinese con sede a Pechino, che opera in tutti i settori dell’industria petrolifera e del gas, dall’esplorazione alla raffinazione, dal marketing alla distribuzione, dalla produzione alla vendita di prodotti petrolchimici. Sinopec ha notevolmente ampliato le proprie risorse esplorando e perforando i territori africani, fornendo alla Cina un importante punto d’appoggio nel continente. - PetroChina: 296,3 miliardi di dollari
PetroChina è la seconda compagnia petrolifera più grande del mondo per fatturato, nonché la costola quotata in borsa della China National Petroleum Corporation, una delle tre compagnie petrolifere statali della Cina. PetroChina detiene attività in 30 paesi in tutto il mondo ed è coinvolta in operazioni petrolifere e gas, giacimenti petroliferi, ingegneria e costruzione petrolifera, produzione di attrezzature, servizi finanziari e sviluppo di nuove fonti energetiche. - Saudi Aramco: 286,9 miliardi di dollari
Saudi Aramco è la terza compagnia petrolifera più grande del mondo per fatturato, nonché la società più ricca al mondo per capitalizzazione di mercato (1.900 miliardi di dollari). Saudi Aramco è la compagnia petrolifera nazionale dell’Arabia Saudita ed ha una produzione giornaliera di ben 3,2 milioni di barili, oltre a possedere le seconde riserve note di petrolio greggio del mondo (270 miliardi di barili). Saudi Aramco è nata nel 1988 quando il governo saudita ha assunto il pieno controllo della precedente Arabian American Oil Company. - Royal Dutch Shell: 180,5 miliardi di dollari
Royal Dutch Shell, nota anche come Shell, è la quarta compagnia petrolifera più grande del mondo per fatturato, nonché una delle più antiche e storiche del settore. Shell è stata fondata nel 1907 e ha sede a L’Aia, nei Paesi Bassi e a Londra, nel Regno Unito. Shell è integrata verticalmente nell’industria petrolifera e del gas e fa parte dell’esplorazione, della produzione, della raffinazione e della generazione di energia, tra gli altri aspetti del settore. Shell ha prodotto circa 600,2 milioni di barili di liquidi petroliferi e di gas nel 2018. - BP: 180,4 miliardi di dollari
BP è la quinta compagnia petrolifera più grande del mondo per fatturato, nonché una delle sei “supermajor” dell’industria petrolifera e del gas. BP è stata fondata nel 1909 come Anglo-Persian Oil Company e ha sede a Londra, nel Regno Unito. BP opera in oltre 70 paesi ed è coinvolta in tutti i settori dell’industria petrolifera e del gas, dall’esplorazione alla produzione, dalla raffinazione al marketing, dalla distribuzione al trading.
Di seguito i dati aggiornati al 2023:

https://www.statista.com/statistics/272710/top-10-oil-and-gas-companies-worldwide-based-on-revenue/
