Lavorare ha sempre rappresentato per ogni uomo o donna, lo strumento per realizzare i propri desideri e la propria libertà.
Avere un lavoro significa poter pensare ad una famiglia, significa poter pensare di andare in vacanza o magari, per i più fortunati, poter acquistare un auto o un bene di valore.
Cosa significa, invece, non avere un lavoro o perdere il lavoro?
Significa ritrovarsi in un limbo in cui il tuo valore è considerato pressochè zero in quanto si entra in un baratro sempre più profondo.
Viviamo in una società che è stata capace di allungare l’aspettativa di vita ma che, al tempo stesso, considera un cinquantenne quasi un ostacolo e comunque da discriminare nelle ricerche di lavoro.
La società invecchia ma coltiviamo il culto dell’ essere giovani a tutti i costi.
Viviamo in una società che non premia il merito, l’intelligenza, la cultura e l’esperienza.
Molto spesso ciò accade perchè chi è preposto a scegliere, ha una cultura ed una preparazione talmente bassa da non riuscire neanche a comprendere il valore di chi ha di fronte.
altre volte accade semplicemente perchè non si ha voglia di pagare la competenza e la bravura e ci si accontenta di assumere persone che sicuramente valgono molto meno ma, costano molto meno!
Ecco, il valore che si da ad una persona è il costo.
Meno cose sa, meno costa e quindi più è sostenibile.
Ma quanto costa l’incompetenza?
Quante mancate vendite provoca l’incompetenza?
Quanta mancata innovazione deriva dall’incompetenza?
Quanti errori si fanno per incompetenza e quanto costano ad un’azienda?
La vera discriminante è :
Assumere una persona competente e preparata rappresenta un costo certo e quindi programmabile,
assumere un’incompetente rappresenta una mina vagante, un costo non prevedibile e che può provocare danni irreparabile sia economicamente che di immagine per un’azienda.
Finchè non cambierà la cultura dominante nel paese e tra gli imprenditori, per fortuna non tutti, ci sarà poca speranza e poco sviluppo per le aziende italiane.
