Da pochi giorni è iniziata, come annunciata da Erdogan, l’offensiva turca contro i curdi all’interno del territorio siriano.
Tra le ragioni che hanno portato la Turchia ad intraprendere una guerra in territorio siriano si possono evidenziare le due principali cause :
La prima di carattere storico, in quanto il popolo curdo ambiva ad uno stato autonomo ma, con il trattato di Losanna, gli è stata cancellata questa prerogativa.
Fu allora, che negli anni 80, i curdi fondarono il PKK , partito curdo , ed iniziarono una vera a propria rivolta contro la Turchia che ha provocato migliaia di morti.
La seconda ragione, invece, è da ricercare nell’enorme quantità di rifugiati scappati dalla Siria negli ultimi anni e che la Turchia vorrebbe rimandare in Siria.
La scintilla
La scintilla che ha dato il via libera ai piani di Erdogan, è stata l’intenzione, seguita dai fatti, di ritirare le truppe americane manifestata da Trump poco tempo fa.
E’ chiaro, ormai, che il presidente americano , come promesso in campagna elettorale, ha intrapreso un ritiro sistematico dagli scenari di guerra in cui erano impegnati gli Stati Uniti.
Questa ritirata americana ha fatto si che l’esercito siriano si riappropriasse di alcuni territori e , soprattutto, che la Russia espandesse la sua egemonia nel medio oriente.
In questo scenario, l’attore principale , l’Europa, non fosse altro per la vicinanza alle zone di guerra in primo luogo senza tener conto che i curdi si sono battuti per arginare le milizie dell’ISIS, resta a guardare spaventata dalle minacce di Erdogan di aprire le frontiere verso l’europa a tutti i profughi siriani.
Per troppi anni noi europei abbiamo demandato la difesa agli Stati Uniti, facendoli esporre in ogni conflitto mentre noi restavamo tranquilli a guardare o , nella migliore delle ipotesi, partecipando con piccoli contingenti militari.
La nuova geopolitica avviata da Obama e accelerata da Trump che vede i soldati americani sempre meno impegnati in scenari di guerra, dovrebbe portare noi Europei a sviluppare una nostra politica della difesa.
Solo un Europa unita e con un proprio deterrente militare può rappresentare un argine alle minacce del dittatore di turno e questo sarebbe il primo passo verso una vera Europa intesa come soggetto unico e con cui il mondo dovrebbe dialogare e rispettare.
